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Osmannoro

Osmannoro Il Monastero dei delitti

Osmannoro (Sesto Fiorentino). Una delle strade che si aprono fra i capannoni industriali e commerciali

L’Osmannoro è una zona pianeggiante a Nordest rispetto a Firenze, nel territorio comunale di Sesto Fiorentino. In uno dei tanti stabilimenti che vi hanno sede è ambientata una scena del thriller Il monastero dei delitti di Claudio Aita (Newton Compton).

Un tempo paludosa, l’area venne in buona parte bonificata nel corso dei secoli XVIII e XIX. Il paesaggio fino agli anni Sessanta era dominato dalla presenza di zone umide e di case coloniche, spesso di antica origine. Fra di esse, vi era la Santa Croce all’Osmannoro, un ex ospedale per pellegrini con annessa una piccola chiesa del sec. XIII, successivamente trasformato in civile abitazione.

Il territorio dell’Osmannoro venne sconvolto a partire dai primi anni Settanta, quando divenne il luogo deputato alle attività commerciali e industriali di Firenze. L’urbanizzazione selvaggia ha determinato la scomparsa di molti laghetti della zona e di quasi tutto l’ecosistema. Pochi specchi d’acqua sopravvivono sul confine meridionale del comune di Sesto Fiorentino (le “Gaine”). Negli ultimi decenni, la forte presenza di lavoratori e di aziende manifatturiere cinesi è diventato un tratto distintivo dell’area. La creazione di una discarica e la costruzione sofferta di un inceneritore in zona Case Passerini, ha poi, contribuito, assieme agli effetti della crisi economica, al degrado generale della zona. Tanto che l’Osmannoro, pur trovandosi in prossimità di città di grande tradizione d’arte e di bellezze architettonica (Firenze, Prato, Pistoia, ecc.) non sfigura accanto alle aree periferiche più squallide della penisola.