Biografia

Claudio AitaUNA BIOGRAFIA FRA VITA E SCRITTURA

Nascere in un luogo dal nome quasi impronunciabile ma che contiene la parola “buch”, libro, può essere considerato un segno del destino. Così come, forse, con un cognome che è anche l’appellativo del dio etrusco dell’Oltretomba. Figlio di emigranti friulani, povera gente che veniva dai campi e approdata in Svizzera dopo aver girato il mondo per farvi l’operaio o la donna delle pulizie. Nascere in un mondo alieno, composito se non confuso, nel quale un bambino etichettato come “immigrato” ha difficoltà a orientarsi. Svizzeri, italiani, cattolici, protestanti e ben tre lingue da parlare per poter comunicare, tedesco, italiano, friulano.
Genitori, ripeto, che non sono arrivati oltre la seconda e la quinta elementare. Eppure, nella mia vita i libri non sono mai mancati. Anzi, hanno scandito, con la loro presenza, il tempo della mia vita come un’opportunità. Come una maledizione, forse.
Poi il rientro in Friuli, il dramma del terremoto, la malattia e la morte di mia madre, un padre con troppa confidenza con l’alcol e così via. E successivamente il lavoro, gli studi vissuti come una forma di riscatto che non arrivava mai, l’illusione che il duro impegno, le rinunce, i sacrifici interminabili potessero portare a qualcosa. E poi l’attività editoriale nel settore dei beni culturali, la scrittura. Già, lo ammetto. In Geremia Solaris, il mio personaggio principale, c’è una parte di me.
Un percorso sofferto, quindi. Per questo, forse, ho sentito la necessità di trovare rifugio in un mondo difficile come quello della scrittura. Un mondo nel quale far confluire l’esperienza di una vita. Una catarsi, forse. Personale ma anche quella di generazioni senza nome e senza storia. Il desiderio di riscatto, il tentativo di far sì che non tutto vada perso. Ma, soprattutto, il bisogno di raccontare qualcosa di non banale, pur nella narrativa di genere.
Anche per questo stringo in un abbraccio ideale coloro (e sono tanti) che mi sono stati vicini in tutti questi anni. Diverse persone, che sono state dei punti di riferimento, non ci sono più. Ma non posso dimenticare sono stati sprazzi di luce in un mondo sempre più cattivo.
Claudio Aita

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PUBBLICAZIONI:

Religioni e cultura alimentare:
– Viaggio illustrato nella cucina ebraica (Nardini) – Terza edizione
– Viaggio illustrato nella cucina islamica (Nardini)
– Viaggio illustrato nella cucina ortodossa (in corso di pubblicazione)

Thriller:
– AD 1033 (Il Molo)
– Le Colline Oscure (Nardini)
– La Città del Male (Nardini)
– Il Monastero dei Delitti (Newton Compton)
– Eclissi di Sangue (in corso di pubblicazione)
– Il respiro del Moloch (titolo provvisorio, in corso di pubblicazione con Newton Compton)
– Ecco perché morirai (in corso di pubblicazione)

Narrativa:
– Il tuo cuore sull’abisso

Varia:
– Laboratorio di scrittura

Articoli vari apparsi su:
– Percorsi Italiani
– Microstoria

PREMI E RICONOSCIMENTI

– III Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Parole” (Firenze, 2014): Primo premio libro inedito con “La città del Male”
– III Premio Nazionale di Narrativa e Poesia “Città di Parole” (Firenze, 2014): Premio della Giuria per il Noir-storico – Sezione editi, con “Le colline oscure”, Nardini Editore
– IV Premio Premio di Poesia, Narrativa, Teatro e Pittura “Luce dell’Arte” (Roma, 2015): Secondo classificato per la Sez. Narrativa con l’opera edita intitolata “Le colline oscure”.
– Premio Holmes Awards Premio Miglior Libro con “La Città del Male” (Napoli, 2016)
– I Concorso Letterario Nazionale “Argentario”: Secondo classificato Sez. Inediti con “Eclissi di sangue” (Argentario 2016)

 

 

6 pensieri su “Biografia

  1. Ricordo gli anni delle superiori, quando molti di noi, tuoi compagni, non capivamo il tuo modo di essere tormentato e profondo, proprio perchè eravamo poco tormentati e poco profondi. Ricordo il tuo amore per le lettere in un istituto ad altro indirizzo e le polemiche religiose…. premonizioni sul tuo divenire che naturalmente non abbiamo capito…. peccato!
    Sono sinceramente felice per il tuo successo e ti auguro buona vita.
    cristina

    1. Perché scusarsi? E di cosa poi? Sono stato io il primo a non capirmi. E sicuramente ancora non mi è riuscito. Ho un ottimo ricordo degli anni di scuola. Per quanto riguarda la scelta del ramo di studi, questo è vero: io volevo fare il classico e ho ceduto alle insistenze di mio padre. Non solo. Ho continuato a sbagliare e a farmi convincere al momento dell’iscrizione all’Università. Fortunatamente, sono riuscito a percorrere poi la mia strada che però, al di là degli apparenti successi, non mi hanno mai tolto dall’indigenza. Come dico sempre a mio figlio, “mai fidarsi dei propri padri”. Anche se forse il mio aveva ragione quando affermava che era meglio fare l’operaio. Per il resto, cara Cristina, e lo metto nelle righe che scrivo, dalla vita non ci si può aspettare niente di buono. Spero vivamente di rivederti, in un modo o nell’altro. Mi farebbe davvero piacere. Stammi bene. Claudio

  2. Ciao Claudio, ci siamo visti poche volte in libreria, ed è proprio vero che l’apparenza inganna!
    Poche parole, ma sufficienti per delineare un profilo interessante, e poi cercando su internert…
    ho potuto apprezzare con stima la tua biografia e le premesse ai tuoi libri.
    complimenti veramente per la tua capacità di trasmettere sentimenti.
    a presto
    Marco

    1. Grazie, Marco, per le tue parole. Meritate o no, questo sarà il tempo a dirlo. Spero di vederti alla presentazione del 24 aprile. Sarà anche l’occasione per un brindisi. A presto. Claudio

  3. Mandi Claudio
    Ero presente alla serata a Buja del 17 aprile.
    Complimenti per l tuo lavoro
    Ho letto “La città del male”, bellissimo, i fatti sono intrecciati così magistralmente …..che sembra tutto vero.
    Anch’io sono nata all’estero precisamente in Venezuela.
    In questi giorni manderò il tuo libro (La città del male) ad un parente che vive nel paese latinoamericano e anch’egli è di Bija, di Tomba
    Sarà molto felice di leggerlo .
    Mandi, Rachele

    1. Mandi Rachele e grazie per le tue parole. Il mestiere dello scrivere (da qualsiasi punto di vista lo vivi) è davvero molto difficile e una frase di apprezzamento (sperando di meritarla) è spesso l’unica cosa che ti rimane, ma sicuramente la più preziosa.
      Spero davvero che il tuo parente sia dello stesso tuo avviso. Ho tanti amici in Sud America, soprattutto in Argentina e, detto fra noi, ho rischiato di nascere da quelle parti, visto che i miei genitori hanno fatto gli emigranti anche lì.
      A presto,
      Claudio

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