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La Tavola di Salomone e l’invocazione dei demoni. Un testo maledetto nascosto in una biblioteca friulana

La Tavola di Salomone e l'invocazione dei demoni. Un testo maledetto nascosto in una biblioteca friulana

Ho già avuto occasione di trattare degli pseudobiblia, (dal greco pseudobiblion) ovvero di quei testi mai scritti, ma che vengono citati come se fossero veri. Io stesso ne faccio uso nei miei romanzi: nel prossimo thriller che uscirà a primavera per la Newton Compton farà la sua comparsa l’inquietante Libro delle Evocazioni. Ma è sempre così semplice? Esiste davvero una linea di demarcazione così netta fra realtà e invenzione?

Su queste pagine (http://www.claudioaita.it/ui/ti/welcomePage/firenze-necronomicon/) avevo segnalato che una citazione  della mitica “Iram delle mille colonne” contenuto nel Necronomicon, il celebre libro maledetto creato dal genio di Howard Phillips Lovecraft, poteva trovarsi a Firenze. Correva l’anno 1912, quindi ben prima della pubblicazione del racconto lovecraftiano, e uno uno studente, sfogliando un codice alchemico medievale custodito nella Biblioteca Riccardiana, si era trovato fra le mani un frammento di papiro, finito fra quelle pagine chissà per quale oscuro motivo, con una scritta in antichi caratteri greci. Esso venne catalogato come “Fragmentum Alchemicum Florentinum” e schedato con la collocazione Fr. Ricc. 1.1912. Peccato che con l’alluvione del 1966, che invase i locali della biblioteca, del frammento si perdano le tracce. Il dubbio, quindi, in mancanza di altri riscontri, rimane. Questo frammento è esistito oppure no? Per i dettagli e il testo, comunque, rimando all’articolo di cui sopra.

Ma per altri pseudobiblia non è così. Prendiamo il caso della Tabula Salomonis citata addirittura da fra Nicolau Eymerich nel suo Manuale dell’Inquisitore perché il suo possesso era sicuro indizio di colpevolezza nei processi di stregoneria ed eresia:

“Bisogna distinguere tre tipi di invocazione al diavolo, se si vuol credere a quel libro chiamato La Tavola di Salomone, sul quale i demoni invocati prestano giuramento di dire la verità […], libro che osa affermare la potenza di Lucifero e degli altri diavoli e che contiene abominevoli preghiere rivelate dallo stesso Lucifero e da altri diavoli”.

Non male vero? Siamo di fronte a un’altra leggenda cui il nostro solerte inquisitore presta troppa attenzione? A un altro libro che non ha mai visto la luce? Anche in questo caso, la cosa non è semplice. Nel medioevo il re Salomone, il costruttore del Tempio di Gerusalemme, ebbe fama di grande mago. Anzi, di essere il più potente fra i maghi. E a lui vennero attribuiti di molti testi esoterici e tavole che, secondo una credenza diffusa, avrebbero permesso di interrogare gli spiriti, gli angeli e, per l’appunto, i demoni. Fra questi vi sono il Libro di Sefer, la Clavicula Salomonis, l’Almandal, il Lemegeton e via di questo passo. In questi testi confluiscono la tradizione esoterica ebraica e quella islamica. Testi che vennero dichiarati eretici e severamente vietati sin dal secolo XIV, gli anni in cui Eymerich scrive il suo manuale. In realtà, questi testi, come tutto quello che aveva fare con la sapienza cabalistica ed ermetica, ebbe una notevole diffusione negli ambienti colti di tutta Europa.

Ma la famigerata Tabula Salomonis? Ebbene, come sempre, i libri, tangibili o inventati che siano, serbano delle sorprese. E la Tabula Salomonis non solo esiste veramente, ma si trova in un contesto insospettabile, nella magnifica scenografia della Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli, in provincia di Udine. Una biblioteca ricchissima di codici antichi, molti preziosissimi, fondata da Guarnerio, un notevole umanista quattrocentesco. E un vero appassionato di codici antichi che non solo collezionò ma che ricopiò spesso direttamente. E che fu un prelato molto importante, fino a diventare vicario del patriarca di Aquileia. Carriera alla quale rinunciò nel 1453, per riconoscere la figlia illegittima e poterle permettere un matrimonio dignitoso. E così, Guarnerio, ritorna a essere un semplice pievano. Ma la sua grande collezione gli sopravviverà diventando il primo nucleo della futura Biblioteca Guarneriana.

Guarnerio, in ogni caso, è un uomo di Chiesa, per quanto tentato dalla carne. Sorprende, pertanto, trovare la Tabula Salomonis, che qui viene chiamata Tabula Fungonis assieme ad altre tabulae all’interno di un manoscritto quattrocentesco (il ms. Guarneriano 137) che è una raccolta di testi nei quali si tratta di virtù, di prediche e di argomenti religiosi. E dove vengono riportati testi dei più celebri predicatori del medioevo, da Alberto da Brescia a uno pseudo Bernardo di Chiaravalle; oltre a inni religiosi e, curiosamente, una canzone profana. Un testo maledetto e condannato dalla Chiesa, una tavola che permette, se si è in possesso della chiave di interpretazione, di evocare il demonio. Talmente pericolosa da venire nascosto all’interno di una miscellanea di testi eterogenei. Un testo che sarebbe dovuto essere distrutto. Come affermava chiaramente l’inquisitore Eymerich: “Questi libri li ho presi a dei negromanti che io stesso ho arrestato. Li ho letti e fatti bruciare pubblicamente.” Ma che riporto in figura (tratta da Angelo Floramo, “Guarneriana segreta”, BEE, 2015) in attesa di poterlo consultare di persona.

In definitiva, il mondo dei libri, veri o inventati che siano, è una scoperta continua. E vicende come queste sono intriganti come un giallo. A proposito, fra qualche mese vi potrete divertire (o angosciare) con il Libro delle Evocazioni. Un testo che dovrebbe essere il parto della fantasia di uno scrittore. Ma siamo sicuri che…?

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