Santa Verdiana

Santa Verdiana. Il Monastero dei Delitti
Maestro Senese della prima metà del sec. XIV e restauratore del sec. XIX. Santa Verdiana. Castelfiorentino. Museo di Santa Verdiana

Santa Verdiana è una eremita medievale strettamente legata a Castelfiorentino (dove sorge il suo santuario) e che è stata molto venerata in passato non solo in Valdelsa, ma anche a Firenze. Viene citata, così come il santuario nel thriller Il monastero dei delitti di Claudio Aita (Newton Compton).

Quasi contemporanea di Francesco d’Assisi (che, secondo la tradizione, avrebbe conosciuto personalmente), Verdiana nacque a Castelfiorentino probabilmente nel 1178 da una famiglia di nobili decaduti, quella degli Attavanti. La sua fu un’infanzia dominata dai problemi economici, prima come pastorella, poi come domestica presso un facoltoso parente. La decisione di recarsi in pellegrinaggio a Santiago di Compostela rappresentò una svolta nella sua vita. Ancora oggi, accanto al suo corpo, è conservato l’ex voto raffigurante San Giacomo che la giovane Verdiana si era portata da Compostela. Dopo la visita al santuario spagnolo, la futura santa percorse la via Francigena al contrario fino a giungere a Roma dove erano le tombe dei martiri. Qui venne accolta, secondo la leggenda, da papa Innocenzo III. Rientrata a Castelfiorentino, aveva già deciso di ritirarsi dal mondo. Nel 1208 si fece murare in una celletta sulle rive del fiume Elsa, nei pressi di un oratorio intestato a sant’Antonio Abate, struttura usata come lazzaretto per gli appestati. Qui visse per 34 anni, completamente reclusa e, negli ultimi anni, con la compagnia di due serpi. Un’unica apertura le permetteva di assistere alla messa e di ricevere il cibo. La sua morte, avvenuta il 1 febbraio 1242, fu annunciata dall’uccisione di una serpe e dalla fuga dell’altra, oltre che dal suono miracoloso delle campane. Nel santuario, fra gli altri oggetti e reliquiari, sono conservati i resti dell’animale e la lana e i ferri che costituivano gli attrezzi di lavoro della religiosa.

Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino
Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino

Il culto di Santa Verdiana si diffuse immediatamente, assumendo anche una connotazione politica con il Comune di Castelfiorentino alla ricerca di una propria identità da contrapporre ai più potenti vicini. Secondo la tradizione agiografica, la santa avrebbe incontrato Francesco (non dimentichiamo che la sua cella era ubicata lungo il percorso della via Francigena) che l’avrebbe ammessa al terz’Ordine francescano. Curiosamente, e senza alcuna giustificazione, l’iconografia successiva rappresenterà Santa Verdiana rivestita dell’abito vallombrosano. Il suo culto fu subito esportato anche a Firenze dove alcune sue reliquie vennero portate nel monastero che venne intitolato al suo nome. Anche se il culto della santa verrà ufficializzato solo nel 1533 da papa Clemente VII, già nei decenni successivi alla sua morte vennero messe le basi del futuro santuario che, nel suo grandioso aspetto barocco attuale, verrà edificato nel sec. XVIII.

 

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