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Recensione di “La casa del manoscritto maledetto” sul blog letterario La Penna d’Oro – 18.06.19

Dopo aver apprezzato il thriller  “Il monastero dei delitti” (recensione), ho letto con vivo piacere un’altra avventura che vede protagonista Geremia Solaris, un personaggio decadente che io oserei definire “la voce della nostra coscienza”. Il nuovo romanzo è “La casa del manoscritto maledetto” di Claudio Aita, Newton Compton Editori.

Questo libro non è solo un buon thriller, non vi procurerà solo angoscia e brividi sulla pelle ma vi darà l’occasione per riflettere sul problema del male. Purtroppo che il male esista è una gran verità e mi attrae il modo in cui Geremia Solaris si avvicina a una visione della vita colma di amarezza. Le sue riflessioni non sconvolgeranno nessuno ma riporteranno temi noti su cui, forse, non ragioniamo più. Se eliminassimo le guerre, la violenza, se rispettassimo i diritti di tutti, se prestassimo attenzione all’agonia del nostro Pianeta morente, pensa Geremia, la terra potrebbe essere un paradiso. Sicuramente l’uomo dovrebbe mutare i propri comportamenti vivendo in pace con il suo prossimo. Aita, tramite Solaris, ci ricorda che l’uomo deve fare i conti con la presenza reale del male anzi esiste un connubio tra uomo e male. Intesa che nessuno riesce a scalfire ma, forse, questa affermazione non è del tutto vera. Qualcuno al male si è opposto ma non ha fatto una bella fine. 

 

RECENSIONE

Il Signore vide che la malvagità degli uomini era grande sulla terra e che ogni intimo intento del loro cuore non era altro che male, sempre. Il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra e se ne addolorò in cuor suo.  (Genesi 6, 5-6)

Perdere la speranza non è una gran bella cosa e anche se tutto rema contro l’ottimismo umano, una piccola speranza c’è. In una terra dove il male prospera rigoglioso, ecco spuntare una tenera piantina. È la speranza in un domani migliori, in una vita più semplice e vera, in un amore puro e semplice. A noi curare quella piantina!

Sui muri della civilissima Firenze, appaiono strani simboli legati ad antichissimi riti sanguinari. Simboli del colore del sangue. Simboli del male che ricostruiscono una mappa dell’orrore. Cosa rappresentano e cosa sta per accadere?

Geremia Solaris, un tempo studioso e uomo brillante, dopo varie disillusioni e fallimenti, a cinquant’anni, si ritrova senza soldi, senza lavoro, con l’unica compagnia di una bottiglia di Chianti. In lui alberga tenace un profondo senso di colpa per la morte della moglie. Un giorno un avvocato si avvicina a Geremia proponendogli un incontro con un uomo misterioso che ha bisogno di lui. Solaris, incuriosito, va all’incontro e conosce il conte Guidi, prossimo alla morte, deciso a ritrovare suo figlio sparito nel nulla. Per Geremia inizia un viaggio diabolico fra antichi riti blasfemi, divinità che sembrano dimenticate da millenni, logge massoniche, sette sataniche e oscure leggende. Tutto ruota intorno a un codice maledetto che riporta sulla copertina quel simbolo apparso sui muri della città. Per scoprire la verità Geremia dovrà scendere nei sotterranei di Firenze dove si celano oscure verità. Un fiume di sangue attende il nostro studioso, un fiume alimentato dal male che si nutre di sangue innocente.

 Anima pro anima, sanguine pro sanguine, vita pro vita.

Giusto per incuriosirvi ecco il mantra infernale che fa da trait d’union tra le varie vicende che arricchiscono una storia ben scritta e dall’architettura infernale. L’uomo è sempre stato sedotto dal fascino del male, dell’immortalità, della ricchezza oltre ogni limite. Il mondo è sempre stato pieno di persone folli e credulone. Se poi queste persone  dispongono della capacità economica e del potere per realizzare i loro sogni, allora le cose si complicano e nascono veri problemi. Lo scrittore ambienta anche questo thriller nella bellissima Firenze dando risalto, però, al lato buio della città in cui c’è un rapporto molto stretto tra satanismo e massoneria. Alla Firenze splendente con i suoi magnifici tesori d’arte, si contrappone una città viva nel sottosuolo dove c’è un labirinto di cunicoli che si perdono nelle viscere della città del giglio. Qui si trovano le tombe di esseri sospesi tra la vita e la morte, esseri con una sete inestinguibile di sangue umano. Leggende? Chi sono “coloro che vivono nell’ombra”? A Geremia l’ardua sentenza.

“La casa del manoscritto maledetto” è un romanzo dall’anima nera che si muove procedendo a piccoli passi. Il lettore non può sottrarsi dal seguire la mappa del male che lo scrittore tesse con abilità intrecciando false piste, sospetti, cattivi presagi, oscuri simboli collegati ad antichi culti sanguinari. Leggerete di sorprendenti scoperte e molte certezze, soprattutto in ambito religioso, verranno messe in dubbio. L’uomo è in perenne ricerca “dell’autentica conoscenza”. Le verità assolute non esistono. Esistono il male e il bene. Si combattono da sempre e procedono l’uno affianco all’altro. Dal cielo all’inferno la lotta continua.

https://pennadoro.blogspot.com/2019/06/la-casa-del-manoscritto-maledetto.html

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