Blog

Buona Pasqua? La verità atroce dell’agnello pasquale e perché la Bibbia non ce la racconta giusta

Esiste un rapporto stretto fra la pasqua ebraica e il rito molk, ovvero il sacrificio dei bambini a quel dio dai tanti nomi che poi diventerà in area cartaginese Baal Hammon (e alla sua compagna Tanit-Astarte). Molk e non Molok…. qui la Bibbia trae volutamente in inganno.
La foto che vedete rappresenta gli scavi del tofet di Tharros, in Sardegna e quelle urne che vedete contenevano i resti dei bambini sacrificati e poi bruciati e le ossa degli agnelli uccisi con loro. Esattamente quello che accadeva a Gerusalemme e in tutte le aree fenicie (e anche prima, se vogliamo essere esatti). La pasqua ebraica è nata da questo, molto probabilmente, in una fase in cui il sacrificio molk, ovvero di bambini, venne vietato per i suoi eccessi dallo stesso re persiano Dario, il nuovo padrone di Israele. Salvo sopravvivere, anzi rifiorire come culto di fertilità a Cartagine e nelle sue colonie. Il tofet di Tharros non è l’unico in Italia. Ce ne sono altri in Sardegna e in Sicilia, come quello studiatissimo di Mozia. E (la Bibbia lo dice esplicitamente) c’era anche a Gerusalemme… ma fermiamoci qui. La pasqua ebraica nasce in un preciso contesto storico dal molk fenicio. Quel riferimento a Yahweh che colpisce una notte tutti i primogeniti, permettendo agli ebrei di intraprendere la loro fuga dall’Egitto (e quell’Esodo che è davvero ben poco storico ma che sarà utilizzato alla casta sacerdotale del tempio per la propria giustificazione ideologica) è troppo sospetto.
No, tutto si tiene. Lo sapeva bene quel Geremia che profetizzava lanciando i suoi strali contro i sacrifici di bambini e che testimoniava la presenza del tofet in quell’area che poi diventerà la geenna. Lo sa anche Geremia Solaris che a distanza di oltre duemilaseicento anni (forse) lanciava i suoi strali contro il molk ancora praticata e tutte le pratiche sessuali che lo contornavano.
Facendola breve, in un contesto di rivolta del sacerdozio di Gerusalemme contro la monarchia che ha determinato l’uccisione dell’ultimo re, Zorobabele, sicuramente con il beneplacito dell’imperatore persiano, la trasformazione del culto molk gli ha fatto perdere il suo carattere di sostegno alla monarchia. Era, guarda caso,il 15 Nisan, giorno della pasqua e, qualche secolo dopo, della morte di Gesù. E il concetto del Salvatore (Adone), del sacrificio del figlio, dell’agnello e così via, arriverà fino nella messa cattolica. Guarda caso in una fase nella quale la Chiesa africana (ovvero delle aree ex cartaginesi) ebbe una notevole influenza su quella di Roma.
Insomma, niente è cambiato. La messa cristiana, in fin dei conti, deve molto al contesto religioso fenicio e semitico e, per quanto assurdo possa sembrare, stiamo continuando ad adorare Baal nelle sue varie varianti. Un dio degli inferi, come era in origine lo stesso Yaho o Yahweh che, fra l’altro, aveva la sua bella moglie Ashera o Anat. Fantasie? Forzature alla Dan Brown? Purtroppo, non sono invenzioni del sottoscritto, ma è quello che emerge dagli scavi archeologici degli ultimi decenni e dai più recenti contributi nell’ambito dello studio comparato delle lingue semitiche e della filologia biblica. E pubblicati da parte di importanti studiosi, anche italiani, ben accreditati in abito accademico.
Di queste cose (e di tante altre) ne tratto nel mio romanzo “La casa dei manoscritti maledetti” (Newton Compton) in uscita fra poche settimane. Ne parleremo, se vorrete, nelle prossime presentazioni. E le sorprese che emergono dalle indagini di Geremia Solaris, ve lo garantisco, saranno veramente tante. La stessa Bibbia, nella sua versione attuale, quella masoretica, nasconde molte realtà scomode e sconvolgenti.
Nel frattempo, visto che oggi è Pasqua, se sceglierete di mangiare l’agnello (cosa che, personalmente, trovo abominevole) fate un pensiero al senso di ciò che state facendo. Ovvero di quali sono le origini di questa tradizione, così come quella dell’agnello pasquale che rappresenta Gesù. E fate un pensierino ai tanti, tantissimi bambini e adolescenti sacrificati a Baal, il dio del braciere e alla sua compagna Tanit e poi bruciati. Così come a El, Melqart Yahweh e tante altre divinità troppo simili tra loro. Migliaia di anni dove nulla, dopo tutto, è mai cambiato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *