Il periodo da noi preso in esame comprende gli anni che intercorrono dalla fondazione della rivista nel 1920 fino al 1940. Nonostante che, in prima istanza, la notevole quantità di materiale di articoli pubblicati dalla Rivista del Clero Italiano in questo periodo (circa 16 mila pagine, da noi esaminate e schedate), ci avesse indotto a considerare lipotesi di limitare la nostra ricerca al primo decennio di pubblicazione, cioè nel lasso di tempo che giunge allincirca alla firma dei Patti Lateranensi, abbiamo tuttavia dovuto rilevare che il periodo fra le due guerre era caratterizzato da tali elementi di continuità che unanalisi che si fosse arrestata al 1929, avrebbe, a nostro avviso, spezzato arbitrariamente un periodo dotato di una certa omogeneità; lo stesso accordo fra Stato e Chiesa, infatti, non determina, pur nella sua rilevanza, una frattura nelle tendenze di fondo del periodo, quale emerge dalle pagine della rivista.
In effetti la periodizzazione 1920-1940 abbraccia gli anni intercorrenti fra i due conflitti mondiali che, dal punto di vista più propriamente politico, sono quelli che vedono linstaurarsi ed il consolidamento del regime fascista. Essi sono inoltre, per buona parte, gli anni del pontificato di Pio XI (1922-1939), pontefice che, come avremo occasione di notare, da una parte rappresenta una specie di interlocutore privilegiato del gruppo gemelliano (di cui la rivista è sostanzialmente promanazione), dallaltra è colui che consapevolmente svolge un programma volto alla ricristianizzazione della società, nellambito del quale trova anche una giustificazione di carattere strategico lalleanza con il regime fascista. Rileviamo inoltre che in questo ventennio la rivista non avrà apprezzabili variazioni dal punto di vista tipografico o dei contenuti; anche la direzione, affidata ad un triumvirato (Agostino Gemelli, Francesco Olgiati, Luigi Vigna) resterà immutata.
Il 1940 costituisce invece decisamente un anno di svolta per diversi motivi. Lingresso in guerra dellItalia, con tutto quel che ne consegue, si ripercuote sulla Rivista del Clero Italiano anche dal punto di vista strettamente tipografico, visto che la crisi economica, con le inevitabili difficoltà di approvigionamento e lievitazione dei costi delle materie prime (soprattutto della carta) causerà notevoli difficoltà logistiche che arriveranno addirittura alla quasi totale soppressione di alcuni fascicoli (come nel caso del numero di agosto 1940, ridotto ai soli commenti evangelici). Nello stesso anno muore il Vigna, e la direzione della rivista si riduce a Gemelli ed Olgiati. Nel frattempo il clima dei rapporti con la S. Sede stava mutando, in senso probabilmente meno favorevole al Gemelli, con il nuovo pontefice Pio XI, eletto lanno precedente.
In considerazione della relativa ampiezza temporale del periodo e della notevole complessità del fenomeno che abbraccia molti aspetti, anche eterogenei, della vita ecclesiastica e politica italiana di quegli anni, abbiamo optato per una ripartizione tematica degli argomenti trattati dalla Rivista del Clero Italiano, cercando comunque, ove possibile, di mantenere una caratterizzazione cronologica allinterno degli stessi. Pur rendendoci conto del carattere di artificiosità che qualsiasi forma di suddivisione di un corpo complesso può recare allintelligibilità del tutto, riteniamo tuttavia che una divisione in aree tematiche può rendere forse più evidenti le linee di tendenza in essere allinterno del periodo e chiarire gli effettivi ambiti di interesse su cui si dipana lattività del gruppo gemelliano rivolgendosi al clero italiano.
Dopo unattenta valutazione dal punto di vista quantitativo e qualitativo, abbiamo deciso di raggruppare il materiale secondo diverse aree sforzandoci di renderle tematicamente il più omogenee possibile. Da questo lavoro preliminare è derivata sostanzialmente la struttura portante di questo lavoro.
Il primo capitolo a carattere introduttivo è volto a definire con una certa approssimazione lambiente culturale e politico nel quale si trova inserito il gruppo facente capo al Gemelli il quale elabora un progetto culturale volto, daccordo con le direttive pontificie, alla ricristianizzazione della società e che si avvale di strumenti concreti quali lUniversità Cattolica ed il gruppo di riviste edite dalla casa editrice Vita e Pensiero; inoltre in esso abbiamo cercato di fornire i caratteri generali della Rivista del Clero Italiano, in rapporto ai personaggi che vi collaborano, al suo ambito di diffusione ed al rapporto con le altre riviste della casa editrice, rispetto alle quali essa costituisce, daltronde, un momento ben definito.
Gli altri articoli sono invece dedicati agli ambiti tematici espressi dalla rivista nel ventennio da noi considerato. Il capitolo II è dedicato al rapporto con la società e la politica, soprattutto in considerazione al tentativo egemonico nei confronti della società e nella polemica antisecolare che trova espressione concreta nelle immagini del Sacro Cuore (e della Regalità di Cristo) e del ritorno nostalgico della società ierocratica medioevale. In questambito va visto anche latteggiamento nei confronti della politica, che conduce sostanzialmente il cattolicesimo italiano ad un consenso nei confronti del regime fascista, considerato adeguato per la realizzazione del progetto di riconquista cattolica della società italiana, e valido baluardo contro il pericolo socialista; in questambito la Santa Sede non esiterà ad abbandonare al suo destino il Partito Popolare, preferendogli un rapporto più diretto con il potere.
Il capitolo III tratta delle condizioni economiche e della figura concreta del sacerdote, quale emerge dallanalisi della rivista, mentre il IV affronta invece le tematiche più strettamente connesse alla sfera spirituale del prete, quali la devozione, e la sua formazione. Il V analizza lambito parrocchiale, ovvero linserimento concreto del prete nella sua comunità. Il capitolo VI esamina invece il vasto ambito pastorale e predicativo, allinterno del quale possiamo notare come la rivista valorizzi in particolar modo lambito morale, ambito che verrà continuamente e con monotonia riproposto come fondamentalmente rilevante anche in momenti, quali lentrata nel conflitto dellItalia, in cui forse ci si attenderebbe lemergere di tematiche di altro genere. Il capitolo VII tratta invece della pastorale cattolica e dei rapporti con lassociazionismo cattolico (in cui predomina, daltronde, quello giovanile); in questambito dobbiamo notare che la Rivista del Clero Italiano si trova ad essere, per un certo numero di anni e per interessamento soprattutto di Armida Barelli, una specie di vero e proprio organo ufficiale delle associazioni femminili di Azione cattolica, daltronde riformate da Pio XI nel 1923, ed a cui dedica uno spazio notevole. Conclude la trattazione il capitolo VIII, nel quale approfondiremo il problema del porsi della rivista nei confronti dei non cattolici. Tale aspetto riveste una particolare rilevanza soprattutto se si considera che il periodo da noi studiato è contraddistinto da forti polemiche antiprotestanti e antiebraiche.
Ci rendiamo perfettamente conto comunque, ed è questo un fatto che facciamo subito presente per correttezza intellettuale, che questa partizione dellargomento implica in pratica una scelta di argomenti, allinterno di una realtà tuttavia molto articolata. Abbiamo dovuto di conseguenza escludere alcune tematiche che, a nostro parere, risultavano marginali al contesto. In alcuni casi siamo stati costretti a limitarci ad accennare ad argomenti che avrebbero potuto essere svolti più diffusamente. Tale è il caso, ad esempio, di tutta la tematica predicativa che, come avremo modo di dimostrare, rappresenta un momento di notevole importanza allinterno della rivista e che, a nostro parere, meriterebbe una trattazione autonoma. Abbiamo dovuto anche sottostare a limiti di spazio che sono insiti nellelaborazione di una tesi di laurea. Riteniamo comunque che gli eventuali sacrifici non abbiano inficiato in modo apprezzabile il quadro globale che abbiamo voluto comporre.
Abbiamo reperito i fascicoli originari della Rivista del Clero Italiano, direttamente negli archivi della Società editrice "Vita e Pensiero", situati presso lUniversità Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Tale scelta ci è stata dettata necessariamente dalla difficoltà logistica di reperire tale materiale a Firenze, nonchè dai vincoli, spesso di carattere eminentemente burocratico, che limitavano la possibilità di utilizzarlo direttamente, se rintracciato (problema daltronde aggravato da motivi logistici). La disponibilità della Casa editrice ci ha comunque permesso uno svolgimento maggiormente ottimale del lavoro.
Un ulteriore problema che abbiamo dovuto affrontare, in fase di lettura e catalogazione, è stato quello della difficoltà oggettiva di lettura del testo. Ci siamo trovati infatti, in diverse occasioni, di fronte a pagine che, presumibilmente per colpa dei tipografi dellepoca, risultano di estremamente difficile decodificazione a causa di errori di sintassi e di stampa.
Gli stessi indici che, in qualche occasione, vengono posti alla fine dellannata, sono risultati spesso errati, così come i sommari mensili che posti sulla copertina dei fascicoli, con una certa regolarità non corrispondono al contenuto degli stessi. E per questo motivo che abbiamo ritenuto fare cosa gradita, nonché di una certa utilità, allegando al volume della tesi vera e propria un volume contenente gli indici del periodo da noi esaminato (1920-1940), divisi per annate e per autori.
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