Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino

Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino. Facciata
Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino. La facciata

Il santuario di Santa Verdiana si trova a Castelfiorentino, in provincia di Firenze. Si tratta di uno pochi esempi di architettura barocca presenti nel territorio della Valdelsa. All’interno dell’edificio sacro e nell’adiacente Prepositura, è ambientato un episodio del thriller Il monastero dei delitti di Claudio Aita (Newton Compton).

L’edificio sorge al di fuori delle mura medievali di Castelfiorentino sul luogo dove sorgevano l’antico oratorio di S. Antonio Abate e la piccola cella dove Santa Verdiana si fece murare e dove visse rinchiusa per 34 anni, con la compagnia di due serpi secondo la tradizione, fino alla sua morte avvenuta il 1 febbraio 1242. Questo piccolo locale, seppur modificato, è ancora visibile sotto il piano della navata centrale. Il corpo della santa è conservato in una teca di cristallo situata in una cappella che si apre sulla navata sinistra. Accanto, le poche presenze che contrassegnarono la sua vita di eremita fra le quali il piccolo ex voto d’ambra del suo pellegrinaggio a Santiago di Compostela raffigurante san Jacopo, la cesta con la lana e i ferri, il teschio di una delle serpi, il reliquiario con il capo d’aglio avanzo della sua ultima cena. Ma anche oggetti più importanti come il cerchio in argento rappresentante quello più umile di ferro che Verdiana utilizzata per macerarsi le carni, il prezioso reliquiario realizzato da Paolo di Giovanni Sogliani (1506) con le ossa del braccio della santa o il busto reliquiario donato dal cardinale Francesco Nerli (1680)

Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino. Interno
Santuario di Santa Verdiana a Castelfiorentino. Interno

Anche se il culto di Santa Verdiana venne ufficializzato solo nel 1533 da papa Clemente VII già pochi decenni dopo la sua morte, era sorto un santuario a lei dedicato. Nel 1452 a Firenze una solenne processione alla presenza della corte medicea sanzionò il dono di una reliquia della santa nel nuovo monastero cittadino che da lei prese il nome.

L’attuale edificio che venne ampliato nelle forme attuali nel corso del Settecento. La facciata (1771), preceduta da un portico, venne disegnata da Bernardo Fallani. Le statue in terracotta che la decorano sono del belga Ignazio Miert (1810). Il campanile risale al 1805.

L’interno, è pianta basilicale, con tre navate divise da pilastri. La volta a botte della navata centrale è riccamente decorata da affreschi di Alessandro Gherardini e aiuti (La Santissima Trinità e Santi in paradiso), mentre la cupola è dipinta con una scena raffigurante l’Gloria di Santa Verdiana di Matteo Bonechi.

Museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino. Cimabue (attribuito a). Madonna col Bambino (ultimo decennio del sec. XIII)
Museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino. Cimabue (attribuito a). Madonna col Bambino (ultimo decennio del sec. XIII)

Le cupolette delle navate laterali furono affrescate nel 1716 da Agostino Veracini, Niccolò Lapi, Antonio Puglieschi, Giuseppe Moriani, Ranieri del Pace e raffigurano i fatti salienti della vita  di Santa Verdiana (Partenza per il pellegrinaggio, Ultima comunione di Santa Verdiana, Morte della Santa, Scoperta del cerchio di ferro, Esequie di Santa Verdiana) e i miracoli che ne hanno decretato la santità (Miracolo del soldato ferito dalla freccia, Miracolo della matrona genovese, Miracolo del bambino caduto dalla giumenta, Miracolo della cieca, Miracolo dell’acqua convertita in vino), oltre che la raffigurazione di Dio Padre benedicente e San Giuseppe in gloria.

Fra i dipinti, sono da segnalare una Vergine Assunta tra i santi Antonio abate e Verdiana di Jacopo Chimenti, detto l’Empoli (1600), la tela con Benedizione di Santa Verdiana di Giovan Battista Guidoni e la tela rappresentante San Tommaso da Villanova fa l’elemosina ai poveri di Simone Pignoni. Diverse opere un tempo presenti nella basilica sono state trasferite nell’attiguo museo. Di notevole pregio gli stucchi della decorazione, in particolare quella delle cappelle Tempi e Torrigiani.

A destra del santuario si trova il Museo di Santa Verdiana a Castelfiorentino con una ricchissima collezione di opere d’arte, paramenti sacri, oreficerie, codici e altro materiale proveniente non solo dal santuario ma da molti edifici sacri del territorio di Castelfiorentino. Fra i tanti artisti rappresentati citiamo Taddeo Gaddi, Cimabue, Jacopo del Casentino, il Maestro delle Effigi domenicane, Bernardo di Stefano Rosselli, Francesco Granacci, Alesso di Benozzo, Agostino Veracini.