Rassegna stampa

Il Mondo di Sopra (blog) – 29 gennaio 2018

La storia gira intorno a Geremia, uno squattrinato quasi cinquantenne che da quattro anni è rimasto vedovo: si porta ancora dietro gli strascichi di un amore felice finito tragicamente, forse crogiolandosi un po’ troppo nel suo dolore.

Fra quindici giorni avrebbe compiuto cinquant’anni. Un traguardo che avrebbe superato senza aver combinato nulla di rilevante, con l’unica prospettiva di una vecchiaia fatta di miseria e rimpianti

Ma il grigiore della vita di Geremia è destinato a interrompersi quando viene contattato da un suo ex professore ed amico, Luciano, il quale ha bisogno del suo aiuto per la traduzione di un manoscritto.
La narrazione prosegue in parallelo con alcuni eventi accaduti nella Firenze del 1300. Il cadavere di una monaca viene trovato orribilmente sventrato, ed un Inquisitore riesce ad estorcere una confessione ad un’altra povera monaca, difesa da Fra Lamberto. Nella Firenze attuale invece un ruolo simile a quello di Fra Lamberto viene occupato da Padre Gualtiero, un ex poliziotto diventato frate che svela segreti inconfessabili a Geremia. Perché tanti delitti, perché tanti cadaveri devastati? E cosa c’entra il mostro di Firenze?

Si tratta di una legge di natura qualcuno nella nidiata deve morire per lasciare lo spazio agli altri. Anche cascando banalmente dal nido. Oppure ucciso da chi ti aveva messo al mondo un attimo prima

Firenze è forse una città maledetta? Gli omicidi sono opera di un serial killer oppure il disegno di un qualcosa di più grande, qualcosa che va oltre il bene e il male e che va avanti da secoli?
Mi è piaciuta moltissimo la narrazione che si divide su due piani temporali, ciò poteva rendere gli eventi confusionari ma l’autore è riuscito invece a dare una maggiore chiarezza e fluidità a tutta la storia.
Geremia mi è piaciuto nella sua normalità, nel suo essere una persona comune con pregi e difetti, non un rambo ma un uomo coraggioso, capace di andare oltre i soliti cliché. Accanto a Geremia troviamo Eloisa, una donna che in realtà è solo un rimpiazzo, peccato che il suo ruolo non sia stato sviluppato a sufficienza, potenzialmente poteva dare molto di più alla storia.
Bellissimo il personaggio di Suor Angelica: l’autore è riuscito a rendere magnificamente il dolore scaturito, è quasi una figura degna di una tragedia.
Il ritmo è incalzante, si ha la necessità di proseguire nonostante gli occhi facciano male, perché si deve a tutti i costi comprendere la verità, svelare i segreti, capire chi si nasconde dietro una parvenza di assoluta normalità.
Libro assolutamente consigliato, soprattutto a chi come me ama il mistero e l’eterna lotta fra il bene e il male.

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