Ex Monastero di Sant’Ambrogio

Ex Monastero di Sant'Ambrogio a Firenze
Ex monastero di Sant’Ambrogio a Firenze. Ecco come si presenta al giorno d’oggi

Il monastero femminile di Firenze dove, con più probabilità, si svolgono le vicende trecentesche narrate nel thriller Il Monastero dei delitti di Claudio Aita (Newton Compton), anche per la sua relativa vicinanza alla basilica di Santa Croce, è quello benedettino un tempo annesso alla chiesa di Sant’Ambrogio che nel 1309 aveva come badessa una Pitti.
Al giorno d’oggi, il complesso dell’ex-monastero, oggi detto “complesso della Pia Casa di Rifugio di Sant’Ambrogio”, si mostra sulla strada sotto forma di esteso casamento di quattro piani, di disegno oltremodo anonimo, determinato a seguito della parziale espropriazione della fabbrica e della sua riconfigurazione successiva all’apertura, attorno al 1866, dell’attuale strada via Giosuè Carducci che impose la demolizione di parte del precedente immobile. Tuttavia la storia del sito è antica e importante, originandosi questo in stretta relazione con il complesso religioso di Sant’Ambrogio. Già impoverito verso la fine del Seicento dalla mancanza di fondi, nel 1785 il monastero fu colpito dalle riforme leopoldine che imponevano la trasformazione di simili cenobi in conservatori, per cui il complesso fu destinato in parte a educandato riservato a nobili fanciulle, in parte a scuola pubblica per le giovani del quartiere, retta da suore francescane.