Santa Maria Maddalena de’ Pazzi

 

Bartolomeo Gennari. S. Maria Maddalena de' Pazzi. Pinacoteca Civica, Cento
Bartolomeo Gennari. S. Maria Maddalena de’ Pazzi. Pinacoteca Civica, Cento

 

Lucrezia de’ Pazzi nacque a Firenze il 2 aprile 1566 da Maria Buondelmonti e da Camillo di Geri de’ Pazzi. Secondogenita di una delle famiglie più in vista nella nobiltà fiorentina dell’epoca, battezzata come Lucrezia, ma chiamata dai familiari Caterina, fu assistita nel suo percorso spirituale da due gesuiti, padre Rossi e padre Blanca, che la educarono alla preghiera.
Si pensa che mentre il padre era governatore a Cortona nel 1581 sia vissuta per qualche tempo nel monastero cortonese delle Poverelle del Terzo Ordine di San Francesco.
Contro i voleri della famiglia, decise di entrare nel monastero carmelitano di Santa Maria degli Angeli (oggi Seminario Maggiore Arcivescovile) a sedici anni, il 27 novembre 1582 prendendo il nome di suor Maria Maddalena.
I primi cinque anni di vita monastica sono i più noti della biografia maddaleniana, durante i quali si rintracciano Astrazioni, ratti, drammatizzazioni di episodi evangelici, che si intrecciavano con la vita ordinaria della giovane carmelitana.
Le sorelle stupite, furono incaricate dalla madre superiora di effettuare la redazione di appunti e trascrizioni di colloqui di sintesi. Questi appunti rappresentano la fonte principale di conoscenza su Santa Maria Maddalena, ma trattandosi appunto di trascrizioni a volte si trovano lacune.
Vicaria per l’accoglienza delle giovani che venivano in foresteria tra il 1586 e il 1589, fu incaricata della formazione delle giovani dal 1589 al 1607 e sottopriora dal 1604 al 1605.
Ammalatasi poi gravemente morì il 25 maggio 1607 a quarantun’anni. Nel 1611 iniziarono i processi per la beatificazione, che si conclusero il 28 aprile 1669 con canonizzata da parte di Clemente IX.
Le sue spoglie vennero trasferite in Borgo Pinti, presso l’odierna chiesa a lei dedicata. Nel 1888 il corpo venne nuovamente spostato presso il Monastero di Santa Maria Maddalena dei Pazzi a Careggi, dove tutt’ora si trova.