"Il lettore, nostro compagno d'avventura, si lasci trascinare in un
viaggio emozionante e travolgente che si snoderà fra paesi molto diversi, fra
sapori coinvolgenti e senza tempo, fra il sole del deserto e lo stormire delle
foglie dei palmeti".
Così Claudio Aita invita i suoi lettori a "godere" di questo agile e
coloratissimo volumetto dal titolo "Viaggio illustrato nella cucina islamica",
seconda uscita della collana "Cucina delle religioni" di Nardini Editore. Ed è
infatti un viaggio a tutto tondo in un mondo tanto lontano dal nostro, ma
altrettanto affascinante. Da subito risulta facile immergersi nelle immagini di
mercati islamici pieni di spezie, di botteghe dai pani piatti e fumanti, di
donne velate intente a trasportare grossi cesti sulla testa. Non si tratta
infatti un normale ricettario, ma di un vero e proprio viaggio in una cultura,
perchè il cibo è parte integrante della vita, è frutto della vita stessa ed ogni
ricetta è un pezzo di storia. Un'ampia sezione è dedicata agli usi della gente
dell'Islam, alle norme religiose circa il cibo, con un'indagine sulle
motivazioni dei divieti e dei digiuni, come il più famoso per noi occidentali:
il Ramadan. Attraverso una scrittura agile e con l'ausilio di tante foto, il
lettore viene letteralmente catturato e quando giungerà alla sezione dedicata
alle ricette, non potrà resistere alla tentazione di provarne almeno una. Si
tratta di piatti tipici dell'intero mondo islamico, dalla Turchia all'Iran,
dall'Egitto alla Bosnia-Erzegovina, e ce n'è per tutti i gusti: dal
semplicissimo pane di farina e acqua ai dolcetti a base di farina di ceci, dalle
polpette di riso al pesce cucinato in svariati modi. Anche le ricette, descritte
passo passo e con un linguaggio adatto anche a chi proprio un gran cuoco non è,
sono corredate da foto invitanti.
Claudio Aita, di origine friulana, vive attualmente in Toscana. Laureato a
Firenze con una tesi in Storia della Chiesa, è esperto di religioni, storia
dell'arte e turismo. Collabora con periodici di cultura italiani ed esteri.
(Cecilia Gobbi, www.culturalevents, 05/10/05)
Aita rimette in discussione tanti luoghi comuni sull’Islam, luoghi comuni che
spesso racchiudono in una sola categoria di arretratezza culturale, soprattutto
religiosa, un mondo che è invece multiforme e vivace e proprio per questo a
volte disorienta. L’autore propone un viaggio nei misteri della cucina del
mondo musulmano, un itinerario che conduca alla conoscenza autentica della
spiritualità dell’Islam. Snodandosi tra paesi molto diversi e avvalendosi di una
ricca iconografia, l’itinerario rivela che la grandezza della cucina
islamica ed araba è dovuta al fatto che essa ha saputo sapientemente valorizzare
il contributo di tante realtà locali, giungendo ad assimilare senza problema
alcuno l’apporto di culture gastronomiche esterne. In definitiva, essa è anche
il felice frutto della tolleranza.
(Adele Blundo su www.culturagastronomicaitaliana.it)
E’ il titolo di
questo
libro, un mio ultimo acquisto. L’autore è
Claudio Aita,che leggo
essere scrittore, pubblicista e fotografo. L’ho preso in sostituzione di un
libro sulla dieta a zona, che appena portato a casa mi sono pentita di aver
acquistato. Nel cambio, è lampante quanto ci abbia guadagnato. La copertina è
molto colorata, con immagini che riportano alla mente un mondo diverso dal
nostro. Il libro è diviso in più parti: le ricette islamiche, che provengono dai
diversi paesi arabi, si trovano nell’ultima parte. Prima Clauido Aita parla a
più ampio raggio della tradizione di questi popoli, delle loro usanze e feste
religiose, introducendo il lettore verso un caleidoscopio di immagini di vita
araba.
Con questi racconti la distanza va piano piano diminuendo, si viene pervasi da
colori, suoni e abitudini tutte da scoprire. Un piccolo viaggio culturale che
culmina nella scoperta anche del loro gusto, con ricette semplici e varie, a
sottolineare il valore che la cucina ha come mezzo di conoscenza e avvicinamento
delle altrui realtà.
Ho già provato 2 ricette del libro: una minestra di fave che ho seguito alla
lettera, trasformandola solamente in una crema (ricetta dall’Iraq) e il pane
arabo senza lievito (ricetta dall’Egitto). Ve le proporrò presto.
Ho trovato molto semplice seguire le indicazioni di preparazione di questi cibi:
sono piatti ‘poveri’ nell’accezione occidentale, che a me particolarmente
piacciono molto sia per l’uso degli ingredienti, che del gusto pieno e speziato
che hanno.
Non mi resta che augurarvi una buona lettura, vi assicuro sarà molto piacevole e
se vi va potrete provare le ricette che vi proporrò in questi giorni. Adatte per
una serata tra amici, come ho fatto io, o per impreziosire un pranzo familiare.
(Francesca Valerio in www.francescav.com, 02/02/2007)
Ho fatto un meraviglioso "Viaggio illustrato nella cucina islamica" (Nardini
Editore): grazie a questo elegante libro dal liguaggio chiaro ed agile,
assolutamente esaustivo, arricchito di bellissime immagini e fotografie; grazie
al suo autore, Claudio Aita, esperto di religioni, storia medievale e storia
dell'arte, viaggio e turismo.
Sono tante, purtroppo, le idee sbagliate che noi occidentali abbiamo sul mondo
islamico. Aita risponde a molte domande, spesso inespresse apertamente,
mostrando un quadro dell'universo musulmano che è, come lui stesso spiega,
quanto di più vario e comprensivo si possa immaginare, così come la sua cucina
che abbraccia paesaggi e aromi molto diversi, talvolta inconciliabili
all'apparenza.
Nella cucina islamica c'è, infatti, il contributo di tante realtà locali che
sono giunte anche ad incorporare usi e culture esterni.
Il volume si apre con un'ampia panoramica sulle regole alimentari dell'Islam
(che è corretto pronunciare Islàm, con l'accento sulla vocale a) illustrando
cosa sia lecito (es.: tutti i prodotti della terra) e cosa proibito (es.:
sangue, carne suina e di mulo, alcolici), e le relative ragioni.
I musulmani, dall'innato senso di ospitalità, considerano il mangiare un atto
comunitario e sono sospettosi di chi lo faccia da solo.
(Loredana Limone - Supereva in http://guide.dada.net, 22/11/2005)