Fiesole

Fiesole Panorama
Fiesole – Panorama

Fiesole sorge su un doppio colle che domina Firenze e la valle dell’Arno. Importante città etrusca, divenne in seguito romana, con il nome Faesulae. Divenuta sede vescovile, nel corso del medioevo visse in continuo conflitto con la vicina Firenze dalla quale venne conquistata definitamente nel sec. XII. Nei secoli successivi divenne luogo privilegiato per la costruzione delle ville suburbane delle più ricche famiglie fiorentine. Tradizione che è durata fino alle residenze borghesi attuali, tanto che ancora oggi quello di Fiesole rimane il comune più ricco di tutta la Toscana.

Proprio in una delle sue ville avvengono oscuri fatti di sangue narrati nel thriller Il Monastero dei Delitti di Claudio Aita (Newton Compton)

Fiesole Cattedrale di San Romolo
Fiesole – Cattedrale di San Romolo
Fiesole. Cattedrale di San Romolo. Il Presbiterio
Fiesole. Cattedrale di San Romolo. Il Presbiterio

Centro del capoluogo (295 m s.l.m.) è piazza Mino da Fiesole sulla quale si trova la Cattedrale romanica intitolata a San Romolo. L’edificio, fondato nel 1028, fu ampliato nel sec. XIII e subì vari rimaneggiamenti nei secoli successivi fino al radicale restauro del 1883 nel quale venne rifatta completamente la facciata. L’agile campanile risale al sec. XIII ma nel sec. XVIII fu rifatto e dotato di merlatura guelfa.
L’interno della cattedrale è di impianto basilicale, con tre navate divise da colonne di pietra con capitelli figurati. Il presbiterio è rialzato sulla cripta. Il paliotto marmoreo dell’altare è del 1273. Nella navata centrale due affreschi ( San Benedetto, 1420 circa e San Sebastiano di Pietro Perugino, inizio sec. XVI). Sulla parete sinistra, è posta la cattedra lignea di sant’Andrea Corsini realizzata da Pietro di Lando (1371).
Nella controfacciata, grande statua di San Romolo in cattedra di Giovanni della Robbia (1521).
Nel catino absidale affreschi con Storie di San Romolo (sec. XVI) dipinte da Nicodemo Ferrucci. All’altar maggiore, trittico dipinto da Bicci di Lorenzo (1450 circa).
La cappella Salutati ospita il monumento funebre in marmo del vescovo Leonardo Salutati scolpito da Mino da Fiesole. Alla parete di fronte un dossale marmoreo con la Madonna in adorazione del Bambino tra San Leonardo e San Remigio, coronato e una testa del Salvatore, anch’esse di Mino. La decorazione delle pareti e del soffitto, con le raffigurazioni degli Evangelisti e dei Santi Leonardo e Giovanni Battista è di Cosimo Rosselli.
La cappella del Santissimo Sacramento, decorata nell’Ottocento, accoglie le copie delle due facce di un dipinto di scuola del Ghirlandaio con le Storie di San Romolo e San Romolo fra i suoi compagni, conservato nella cripta.
Sull’altro lato si trova la cappella dei Canonici, ricavata nei locali della sagrestia trecentesca affrescata alla fine del secolo o all’inizio del successivo. All’interno, dossale marmoreo di Andrea Ferrucci (1492-1494). Attigua è la nuova sagrestia realizzata nel Settecento, nella quale sono conservati arredi liturgici di grande pregio a come la mitra del vescovo Salutati e il busto reliquiario di San Romolo (1584).
Sotto il presbiterio è collocata la cripta, cui si accede tramite una scalinata. Sulla sinistra si trova la tavola originale delle Storie e il martirio di San Romolo di scuola del Ghirlandaio. Nella cappella sepolcrale dei vescovi si trova una tavola del Mestro del Bigallo con la Madonna in trono col Bambino (circa 1215-1220), in concomitanza con il primo ampliamento della chiesa e la costruzione della torre campanaria.
Un cancello in ferro battuto, realizzato dai senesi Petruccio di Betto e dal figlio Francesco (1349), chiude la parte absidale della cripta dove sono collocate le reliquie di san Romolo. L’altare in marmo è del sec. XV. Le decorazioni con Storie di san Romolo, ormai molto deteriorate, sono probabilmente di un pittore della cerchia del Rosselli.

Fiesole Palazzo Pretorio
Fiesole – Palazzo Pretorio

Sul lato più alto della piazza si trova il tre-quattrocentesco Palazzo Pretorio, sede del comune. La facciata è preceduta da un portico sormontato da una loggia ed è caratterizzata dalla presenza di numerosi stemmi di podestà che vanno dal 1520 al 1808.

Accanto sorge la Chiesa di Santa Maria Primerana. Di origini altomedievali venne successivamente ampliata in stile gotico (ne rimane il presbiterio), mentre la facciata risale a fine Cinquequento. Il porticato, su colonne architravate, risale al 1801.
All’altar maggiore (disegnato da Barnardino Ciurini, 1745-1767), una tavola del Maestro di Rovezzano (sec. XIII) con Madonna col Bambino. Nel transetto, due bassorilievi marmorei votivi di Francesco di Sangallo (Autoritratto dell’artista (1542) e Ritratto di Francesco del Fede (1575) e una terracotta invetriata della bottega di Andrea della Robbia (Crocifisso fra la Madonna, san Giovanni, la Maddalena e angeli). Il grande crocifisso ligneo, di scuola giottesca (sec. XIV), è attribuito a Bonaccorso di Cino. Alle pareti resti di affreschi di Niccolò di Pietro Gerini.

Sul lato opposto della piazza si trova il Seminario Vescovile, fondato nel 1637 dal vescovo Neri Altoviti. Un precedente palazzo venne fatto costruire dall’umanista Lorenzo della Robbia (1484-1519). Successivamente i vescovi fiesolani arricchirono l’edificio venne arricchito con una biblioteca e aule di fisica, chimica e storia naturale.

Fiesole Palazzo Vescovile
Fiesole – Palazzo Vescovile

Poco più arretrato è il Palazzo Vescovile con la facciata cinquecentesca e la doppia scalinata realizzata nell’800. Il primitivo edificio fu costruito nel sec. XII, contemporaneamente alla Cattedrale, quando era vescovo Jacopo il Bavaro. Nei secoli seguenti subì molte trasformazioni e ampliamenti fin a quella seicentesca voluta dal vescovo Filippo Neri Altoviti il cui stemma è posizionato sopra il portone d’ingresso.
Al suo interno si trova la cappella privata del vescovo con affreschi quattrocenteschi di scuola del Ghirlandaio raffiguranti San Romolo, san Jacopo e Dio Padre.
Nell’oratorio, intitolato a San Jacopo, vi è un grande affresco di Lorenzo di Bicci (1440 circa) rappresentante l’Incoronazione della Vergine fra angeli e santi, oltre a dipinti Niccodemo Ferrucci e Antonio Marini. L’oratorio è attualmente adibito a museo e ospita una ricca collezione di oreficerie liturgiche appartenenti alla diocesi di Fiesole.

A destra del palazzo vescovile si trova la Canonica costruita nel sec. XII per ospitare i canonici della Cattedrale. Nel sec, XV venne ingrandita e vi venne aggiunto un cortile porticato. Nel giardino è visibile un tratto delle antiche mura etrusche che continua nel giardino del vicino seminario.

Procedendo per una ripida salita che si apre fra il Seminario vescovile e il Palazzo del Vescovo, si giunge alla Basilica di Sant’Alessandro, chiesa risalente probabilmente al VI secolo ma che non conserva praticamente nulla dell’impianto originario. L’aspetto esterno è quello neoclassico conferitele nel 1814. L’interno, presenta l’originaria struttura basilicale con tre navate divise da colonne. Le colonne e i capitelli provengono da vari edifici classici della città. Durante gli ultimi restauri sono stati ritrovati resti etruschi sotto l’abside. La chiesa, oggi non più adibita al culto, ospita manifestazioni e mostre. Nell’annesso Oratorio della Compagnia dell’Assunta è conservata la Madonna fra San Michele e San Pietro, attribuita a Gerino da Pistoia (sec. XVI).

Fiesole Chiesa di San Francesco
Fiesole – Chiesa di San Francesco

Poco sopra, al termine della salita, nel luogo dove sorgeva l’antica Acropoli e in splendida posizione panoramica, si trovano la Chiesa di San Francesco e l’annesso Convento. Il complesso venne fondato nel 1399 su un precedente romitorio di monache agostiniane. Alla fine del Quattrocento la chiesa fu ingrandita nella parte absidale. Un restauro negli anni 1905-1906 la riportò a un aspetto simile a quello originario. L’esterno della chiesa, gotico, presenta una semplice facciata a capanna con in alto un rosone circolare. Al centro si apre il portale sormontato da un protiro che presenta, all’interno, una lunetta affrescata con San Francesco e, nella volta, un affresco raffigurante San Francesco fra due angeli. Sulla parete esterna di destra, si apre il portale di accesso al convento sormontato da una lunetta con una statua della Madonna del Bambino sopra un affresco raffigurante due Angeli oranti.
La chiesa, al suo interno, custodisce importanti opere d’arte. Sugli altari laterali, Santissima Concezione di Piero di Cosimo, Annunciazione di Raffaellino del Garbo, Sposalizio mistico di Santa Caterina di Cenni di Francesco, Adorazione del Bambino, del Maestro dell’Epifania di Fiesole (sec. XV). Nella seconda campata, di fronte al pulpito neogotico in marmo, si trova il trittico di Bicci di Lorenzo raffigurante la Madonna in trono col Bambino fra Angeli e Santi (parete di sinistra). Sul presbiterio, dietro l’altar maggiore,  Crocifissione di Neri di Bicci.
Il convento è posto a destra della chiesa e si sviluppa attorno a tre chiostri: il chiostro grande, il chiostro intermedio e il chiostro piccolo. Il chiostro grande è costituito da un portico su quattro lati sormontato da un loggiato coperto con volte a crociera. Il chiostro intermedio è situato immediatamente dopo l’entrata e presenta un portico su tre lati coperto con una semplice tettoia poggiante su colonnine in pietra ottagonali e con un pozzo al centro; su una parete, si trova un affresco con San Francesco che parla agli uccelli,. Il chiostro piccolo ha il portico solo su due lati e presenta un affresco rappresentante anch’esso la Predica agli uccelli.

Fiesole Teatro Romano
Fiesole – Teatro Romano

Sempre nei pressi di piazza Mino da Fiesole si trova l’ingresso del Teatro Romano, perfettamente conservato e ancora utilizzato per spettacoli. Si trova all’interno di un’area archeologica con i resti di una necropoli, delle terme e di un tempio etrusco-romano.

Il Teatro Romano di Fiesole è considerato uno dei più antichi teatri romani esistenti . Venne realizzato, verso la fine del I secolo a.C, come nei modelli greci, scavando la collina per sfruttare il declivio naturale del terreno. Tuttavia, dove la depressione non lo permetteva, furono edificate delle innovative arcate, in grado di sostenere il peso delle restanti gradinate
La cavea ha un diametro di 34 m e poteva contenere tremila spettatori. La gradinata superiore è distrutta, mentre quelle inferiori sono ben conservate. Nel teatro, in basso, vi erano tre ordini di posti distinti e diciannove gradinate divise da cinque scalette (ne rimangono solo dieci). In cima alla gradinata c’erano le logge dette tribunalia, per i personaggi più eminenti. Il frontescena era costituito da un loggiato a due piani andato distrutto, del quale restano solo le fondazioni che mostrano le tre porte riservate agli attori. Due ali coperte (le versurae) inquadravano la scena lateralmente e portavano ad un portico dietro la scena del quale sopravvivono nove pilastri ed ai magazzini  usati per i costumi e il materiale scenico. L’orchestra era pavimentata con mosaici policromi ed era conclusa da un proscenio. Il teatro viene tuttora usato nel periodo estivo per rappresentazioni nell’ambito dell’Estate fiesolana.

Fiesole Resti delle terme
Fiesole – Resti delle terme

Dietro al teatro si trovano i resti delle Terme, edificate nel I secolo a.C. e ingrandite al tempo di Adriano.
Le terme si trovano lungo le mura e sono costituite dai tre classici ambienti del calidarium, tepidarium e frigidarium, più altre vasche e stanze. Una pisina rettangolare e due vasche servivano per i bagni pubblici. Sono ancora visibili i ruderi di locali per il riscaldamento dell’acqua e la produzione di vapore.

Il Tempio etrusco-romano venne costruito tra la seconda metà del IV sec. a.C. e il II sec. a.C. in un’area dove si celebravano riti sacri almeno dal VII secolo a.C. La parte più interna (cella) era divisa in tre parti: si presume, quindi che il tempio fosse dedicato a Giove, a Giunone e a Minerva. Sono ancora ben visibile i sette scalini della gradinata. Davanti al tempio c’è una piccola in pietra arenaria decorata (IV sec. a.C. – III sec. a.C.). In epoca repubblicana il tempio venne ricostruito e ingrandito sia sulle ali che sulla parte frontale. A sinistra si vedono le basi di tre colonne rimaste del porticato che circondava la cella. Nell’area sono stati ritrovati i resti di un sepolcreto di epoca longobarda e  i ruderi di un tempio cristiano, sorto sui resti di quello pagano attorno al III sec. d.C.

Nella spianata dell’area archeologica si trovano anche la porta di una tomba etrusca (sec. III a.C,), una tomba dell’epoca del IV-V sec. d.C., oltre a resti di pilastri, di decorazioni architettoniche  e di epigrafi. Sul lato nord dell’area si possono vedere gli avanzi delle mura etrusche realizzate con grossi blocchi di arenaria.

Il Museo Archeologico di Fiesole fu edificato dall’architetto Ezio Cerpi (1912-1914) a forma di tempietto romano di stile ionico. Espone reperti archeologici provenienti da Fiesole e dal suo territorio e donazioni private, tra le quali la Collezione Costantini di ceramiche greche, magnogreche ed etrusche e la Collezione Albites, con pregevoli sculture di epoca romana. Provengono da Fiesole e dal suo territorio sono esposti un frammento di una statua in bronzo forse di lupa capitolina datata tra l’età etrusca e il sec. I a.C., stele “fiesolane” in arenaria del periodo etrusco arcaico, e urne cinerarie di epoca etrusca, oltre a bronzetti votivi, ceramiche etrusche e romane e altri reperti risalenti al periodo etrusco e romano. Nel museo sono esposte anche alcune sepolture longobarde rinvenute a Fiesole, armi, gioielli e altri reperti di epoca medievale.

Dietro la Cattedrale è situato il Museo Bandini, così chiamato dal nome del canonico Angelo Maria Bandini che nel 1795 lo fondò nella chiesa di Sant’Ansano. Nel 1913 l’architetto Giuseppe Castellucci, costruì l’attuale sede della ricca collezione museale.
Al pian terreno sono esposte terrecotte robbiane (fra le quali l’Effigie del giovane detto sant’Ansano di Andrea Della Robbia), frammenti di sculture antiche, mobili intarsiati, bassorilievi in marmo e un vetro dorato del sec. XIV raffigurante una Pietà. Le due sale al primo piano contengono dipinti datati dal XIII al XVII secolo. Fra gli artisti rappresentati, vi sono Neri di Bicci, Jacopo del Sellaio, Bicci di Lorenzo, Giovanni del Biondo, Taddeo Gaddi, Nardo di Cione e Lorenzo Monaco.

Tra le innumerevoli ville nelle immediate vicinanze del centro, va sicuramente segnalata Villa Medici che è una delle più antiche appartenenti alla ricca famiglia, ma tra le ville medicee anche tra le meglio conservate e, contemporaneamente, tra le meno note.