Memoria dolorosa del passaggio da questa Parrocchia di «S. Jacopo a Voltiggiano» della Grande Guerra Universale 1939-1945.
Fino dal principio di questa Guerra si passarono ore di trepidazione e di paura per le ripetute incursioni dell’Aviazione Anglo-Americana. Nessuna bomba cadde però qui sulla Chiesa e su nessuna casa della Parrocchia e non si ebbe perciò nessuna vittima. Però ad ogni incursione dovevamo correre ai rifugi, perché i bombardamenti erano spesso vicini, come ne fanno fede le rovine spaventose di Poggibonsi, Certaldo e Castelfiorentino.
La Parrocchia aumentò quasi del doppio di popolazione per li sfollati di Certaldo e Castelfiorentino, che dovettero abbandonare le loro case e trovare rifugio qui. Non vi era nessuna casa del popolo in cui non vi fosse qualche famiglia sfollata, ed anche in Canonica e perfino nella Compagnia furono ricoverate famiglie di sfollati.
Anche l’Urna col corpo di S. Verdiana da Castelfiorentino fu posta qua e collocata dietro l’Altare Maggiore della Chiesa. La vita religiosa non subì conseguenze, e fu molta l’affluenza dei fedeli alla Chiesa per le Sacre Funzioni e per la frequenza ai Sacramenti. Li sfollati di Castelfiorentino dettero prova della loro devozione alla loro Santa Verdiana venendo spesso anche da altre Parrocchie lontane a pregare davanti alla sua Urna. Fu celebrata in questa Chiesa la Festa di S. Verdiana nel Lunedì dopo la Pentecoste, e fu moltissima l’affluenza dei fedeli, e furono fatte anche moltissime Comunioni.
I primi di luglio 1944 cominciò davvero il momento pauroso, poiché era giunto anche qui il fronte di Battaglia. Cominciarono ad arrivare le truppe tedesche, e quindi anche le prime cannonate. Il giorno 2 di luglio alla sera arrivarono qui alla Canonica i primi soldati tedeschi, e cominciò la serie delle paure, delle prepotenze, delle violenze, delle umiliazioni, delle distruzioni e dei furti. Si fecero padroni con prepotenza di tutta la Canonica, costringendo il Parroco, Sac. Gino Beccatelli, colla Sorella e colla domestica a rifugiarsi in un magazzino, oppure nei sotterranei della casa che erano stati adibiti a rifugio di guerra. In questo rifugio provvidenziale trovarono riparo e sicurezza oltre al Parroco e sua famiglia, tutti i pigionali della Chiesa e li sfollati qui ricoverati si passarono giù al buio ed all’umido 12 giorni continui. La notte si passava seduti sopra una sedia, come durante il giorno.
I tedeschi fecero sentire la loro malvagità, esigendo tutto colla rivoltella in pugno, prendendo ciò che a loro piaceva e serviva, rompendo quello che volevano, portando via quello che volevano, facendosi servire da tutti, anche dal Parroco, se a ciò non si fosse rifiutato decisamente. L’unico luogo che essi rispettarono fu la Chiesa, nella quale mai entrarono, neppure per curiosità. Rispettarono pure anche tutti li arredi sacri. Il campanile servì da torre per osservatorio, e durante il tempo che i tedeschi rimasero padroni della casa, non fu permesso suonare le campane. In questo periodo vi furono due morti in Parrocchia. Non fu possibile il trasporto funebre, e la famiglia dovette incaricarsi di portare il cadavere sopra un carretto alla cappella del cimitero, dove il Parroco si recava a fare l’Associazione.
In questo periodo per due Domeniche il popolo non poté assistere alla Messa Parrocchiale, e neppure alla Funzione del pomeriggio, ed in queste due Domeniche il Parroco non si poté recare a celebrare la S. Messa alla Cappella di Oliveto. La sera della Domenica 23 luglio questo luogo fu obiettivo preferito delle Batterie Inglesi, le quali per due ore, e cioè dalle ore 16 alle ore 18, scaricarono qui centinaia di proiettili. Fu colpito il coro della Chiesa, la Canonica, e le case dei pigionali. I danni furono abbastanza gravi. Miracolosamente scampò alle rovine l’Urna di S. Verdiana che era sul dietro dell’Altare Maggiore. Durante questo pauroso cannoneggiamento furono rifugio sicuro i sotterranei della Canonica, dove anche i soldati tedeschi si erano rintanati. Queste però furono le ore più brutte, ma anche le ore della liberazione. Terminata la furia delle Batterie Anglo-Americane, i Tedeschi fecero fagotto e la mattina del 24 Luglio alle ore 4 non c’era più un Tedesco in casa. Un sospiro di sollievo! La sera dello stesso giorno alle ore 23 bussarono alla porta i primi soldati Indiani (3 in tutti), i quali ci dettero ordine che alle ore 5 del mattino appresso si fosse messo alla finestra un lenzuolo bianco in segno di resa, ed allora i Liberatori sarebbero venuti avanti. Così fu fatto, e la mattina del 25 Luglio incominciarono a venire dalla parte di Oliveto le truppe Indiane e Canadesi con cannoni, carri armati ed automezzi di ogni spece Era il giorno di S. Jacopo Apostolo, Titolare della Chiesa, ed il Santo ci aveva davvero protetti, e ci aveva data la gioia di essere liberati nel giorno della Sua Festa. Si dovettero passare ancora alcuni giorni sotto la paura del cannone Tedesco, ma per fortuna qui non cadde nessuna granata nemica. La Canonica fu ancora occupata da Indiani, poi da Inglesi, e finalmente da Americani, i quali rimasero qui fino al 30 Agosto 1944. Furono tutti buoni e rispettosi, ma specialmente li Ufficiali Americani furono veramente cortesi e generosi con tutti.
La maggiore parte di questi erano cattolici, e con molta devozione prendevano parte insieme al popolo alla S. Messa ed alle Funzioni.
La Domenica 13 Agosto 1944 fu dedicata ad un solenne Ringraziamento per lo scampato pericolo.
2 Settembre 1944
Il Parroco
Sac. Gino Ceccatelli
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